I premi alla carriera - Mirella Freni

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Diciannovenne, ha debuttato al Teatro Comunale di Modena, nella Carmen di Georges Bizet (Micaela), il 3 Febbraio 1955, rivelandosi subito soprano dalla voce duttile e dal timbro vellutato accompagnata da perizia tecnica e da una spiccata musicalità.
La parabola ascendente della Freni comincia con l'interpretazione di ruoli del soprano lirico nella tipologia di genere sentimentale, o poetico-giocoso: Le nozze di Figaro e Don Giovanni di Mozart, L'elisir d'amore e La figlia del Reggimento di Donizetti, L'amico Fritz di Mascagni, fino alla Nannetta del Falstaff verdiano (debutto al Covent Garden di Londra sotto la direzione di Carlo Maria Giulini). In mezzo, le creature femminili del teatro di Puccini, di Gounod, di Massenet e in generale della opere della Giovane Scuola Italiana, particolarmente di Puccini.
In primis La Bohéme con Karajan alla Scala, che consacrerà la Freni come la maggiore interprete mondiale di Mimi nella seconda metà del Novecento. Entrata alla Scala a ventisei anni con la Nannetta del Falstaff, la Freni inizia la sua intensa presenza sulla scena del celebre teatro milanese, presso il quale si contano di lei ben otto inaugurazioni e un pacchetto di straordinaria rilevanza composto da ventuno diversi titoli eseguiti dal 1962.
Alla Freni dei primi anni succede poi la seconda fase di un percorso che si apre al Festival di Salisburgo con la Desdemona dell'Otello di Verdi (1970). È il passaggio dai ruoli della prima maniera ai personaggi di altra statura nella dimensione vocale e nelle valenze drammatiche. Ed ecco Simon Boccanegra, Don Carlo, Ernani, Aida, la Manon di Puccini, Adriana Lecouvreur, preannuncio della terza fase, quella delle opere russe (1984), de La dama di picche (1990), della Pulzella d'Orleans (2002).
Maggiori riconoscimenti: le insegne della Legion d'Onore del Presidente francese, onorificenze dei governi d'Austria, di Germania, di Spagna, le Chiavi della città di New York, Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana, laurea honoris causa in lingua e letterature straniere conferitale dall'Università di Pisa. Infine la nomina ad Accademica effettiva di Santa Cecilia, seggio che presto occuperà presso la storica istituzione romana.