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I concerti - Grande concerto lirico 29 settembre 2007

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Il Grande concerto lirico che sabato 29 settembre l’Associazione Amici della lirica Aldo Protti e gli Amici del Conservatorio di Darfo-Boario Terme hanno offerto al pubblico della Valle Camonica rimarrà sicuramente per molti anni come uno degli esempi migliori di concerto lirico in zona.
L’occasione per il concerto è stato il conferimento del premio alla carriera intitolato ad Aldo Protti al baritono Alberto Gazale, che già cantò a Darfo nel 1996, quando venne consegnato il medesimo premio alla carriera (il primo della serie e su indicazione dello stesso Protti) al tenore Carlo Bergonzi che di Gazale è stato Maestro. E che sabato sera ha voluto essere presente in sala con un gesto di affetto per gli organizzatori e per il suo ex allievo.
Ma al di là di queste coincidenze e di questi ritorni prestigiosi veniamo al concerto. Grazie alla collaborazione fra i due enti organizzatori vi è stata la possibilità di avere sul palco l’orchestra sinfonica “Gianandrea Gavazzeni”, composta da docenti e diplomati del conservatorio di Darfo e che vede anche la presenza di professionisti collaboratori dei grandi teatri del nord Italia. È stato il maestro Denis Salvini, a dirigere con sicurezza e piglio, dando, soprattutto nella seconda parte del concerto, il giusto equilibrio fra i diversi strumenti. L’orchestra, si è dimostrata sicura e affidabile, offrendo ai solisti un sostegno perfettamente adeguato e non soverchiante, come troppo spesso accade. Anche i due brani per sola orchestra (la sinfonia della Giovanna d’Arco di Verdi, eseguita per la prima volta in Valle, e l’intermezzo della Cavalleria rusticana di Mascagni) hanno dimostrato le qualità dell’orchestra e del suo direttore.
Anche chi ha sentito cantare Gazale altre volte e, magari, più volte, sabato sera è rimasto sicuramente colpito. Una dizione perfetta, una sicurezza assoluta nell’interpretazione, una voce splendida che non ha mai bisogno di “gridare” e l’intelligente conoscenza delle differenze dei diversi autori del suo vastissimo repertorio, e quindi della diversità di interpretazione richiesta: è su questa base che il baritono ha cantato ad altissimo livello sia “Pietà, rispetto, amore” dal Macbeth verdiano, sia il duetto con il soprano Vittoria Vitali da Un ballo in maschera, sia, e forse soprattutto, “Nemico della patria” dall’Andrea Chénier di Giordano. E nel secondo bis che tutti i solisti hanno concesso con una generosità e disponibilità che non sempre si trova, il celebre “Matador” dalla Carmen di Bizet, di nuovo la voce del baritono ha dimostrato il suo altissimo livello.
Oltre a Gazale, hanno cantato altre conoscenze del pubblico dei concerti dell’Associazione Protti: Sarah Maria Punga in primo luogo, mezzosoprano che già abbiamo ascoltato a Boario nel ’96 ed che è stata un’ottima Amneris nell’Aida del 1998. La sua voce potente e brunita ha reso in maniera splendida sia “Acerba voluttà” dall’Adriana Lecouvreur di Cilea, sia il duetto, con il soprano Vittoria Vitali, “E un anatema” da La Gioconda di Ponchielli. Ma a giudizio di chi scrive il momento più alto Sarah Maria Punga l’ha raggiunto con “Oh don fatale” dal Don Carlos di Verdi: nella lunga aria, che in verità è una vera e propria scena, si succedono quattro momenti psicologici diversi, che sono resi con caratterizzazioni musicali anch’esse assai diverse e che spesso richiedono una buona espansione vocale e un adeguato sostegno orchestrale. Sia la cantante sia l’orchestra sono state perfettamente in grado di seguire questo complesso percorso tracciato da Verdi sino alla perorazione finale cantata con lo slancio richiesto e indispensabile.
Sono passati pochi mesi da quando abbiamo applaudito Vittoria Vitali: allora ci ha regalato una pregevole “Casta Diva”: e si sa quanti ricordi e confronti il brano susciti sempre. Dei due duetti (con il baritono e con il mezzosoprano) si è già detto: soprattutto nel secondo, nel brano da La Gioconda, riproposto anche come primo bis, le qualità vocali della cantante sono emerse chiare, così come poi nel “Sola, perduta, abbandonata” dalla pucciniana Manon Lescaut. Vittoria Vitali, così come Denis Salvini e l’intera orchestra “Gavazzeni” sono risorse locali che l’Associazione Amici della lirica Aldo Protti e gli Amici del Conservatorio di Darfo-Boario Terme hanno, durante questo concerto, fatto interagire con grandi artisti e grandissimi nomi a livello internazionale in una proposta di elevato livello. È un’operazione di “politica culturale” particolarmente intelligente perché permette a giovani di valore come appunto la Vitali e l’intera orchestra di confrontarsi con i grandi e contemporaneamente di essere conosciuti e accrescere la schiera non piccola di artisti che proprio anche partendo da Boario, hanno iniziato una carriera di successi.
Davide Paltretti ha debuttato nel 1997 al Regio di Parma come baritono e recentemente, spinto dai suoi maestri, ha iniziato lo studio della vocalità di tenore: al concerto di sabato lo abbiamo sentito in brani di Verdi, di Giordano e di Puccini e alla fine nel bis di Bizet e ci sembra che possa svolgere una buona carriera in questa nuova vocalità, sicuramente all’altezza di quella già svolta come baritono. Lo ricordo come Figaro assai convincente in un Barbiere di Siviglia e le prove fornite in questo concerto –certo, poche per un giudizio sicuro– indicano che ci sono tutti i numeri per proseguire la via del tenore che è stata intrapresa.
Il concerto dunque è stato di altissimo livello e anche la scelta dei brani è stata in qualche modo “audace” perché ha accostato a testi assai noti, altri che spesso il grande pubblico non conosce.
La cooperazione fra le due Associazioni proponenti e la foltissima partecipazione del pubblico hanno dimostrato quali siano le possibilità che offerte musicali di alto livello hanno anche in Valle.
Resta il problema annoso di uno spazio adeguato (e la sala del Centro Congressi, per quanto ampia e piacevole non ha un’acustica accettabile) e anche di un sostegno sia di enti pubblici e di privati che permetta un calendario di proposte più ricco: anche questo concerto senza il patrocinio della Comunità Montana di Valle Camonica e dell’Assessorato alla Cultura della Provincia di Brescia non avrebbe avuto luogo.
Gianfranco Bondioni
Giornale di
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